Mondo Web

Mini decalogo per scegliere l’agenzia di comunicazione

Snack del 27 gennaio 2015
Condividi con

Il portale VeryBello!, voluto dal ministero dei beni e delle attività culturali e dello sviluppo economico, ha sollevato un vero e proprio polverone multimediatico. Al riguardo non aggiungo niente a quanto detto, scritto, chattato, twittato nei giorni scorsi: in fondo la reazione degli italiani è unanime nelle critiche. A mio modo però esprimo il mio personale punto di vista affiancando a questo snack la fotografia di una delle tante bellezze, opera dell’uomo e della natura, che il nostro paese offre. Simbolicamente, la contrappongo alla foto di un’Italia notturna vista dallo spazio, che non racconta proprio nulla delle meraviglie del Bel Paese.
Prendo tuttavia spunto per confezionare un decalogo breve (perché fatto di 7 punti) di consigli per scegliere l’agenzia di comunicazione a cui affidare la propria immagine.

1. Guardate il sito web dell’agenzia
Sembra una cosa banale ma non è così. Nel corso degli anni sono incappata in un’agenzia di comunicazione (che ho scartato all’istante) il cui sito web era composto da un’unica pagina con l’indirizzo della sede ed il numero di telefono! Sembra una barzelletta, ma è assolutamente vero! Dunque, dicevamo, un’agenzia coi fiocchi dovrebbe avere un sito che vi sorprende piacevolmente; dovrebbe fornire facilmente tutte le informazioni che cercate; dovrebbe comunicare già nella home page in modo lampante ciò di cui si occupa, ed infine la navigazione e l’accesso alle informazioni dovrebbe essere facilmente fruibile in qualunque pagina vi troviate.

2. Guardate il sito web dell’agenzia da uno smartphone
Nel caso non lo abbiate già fatto, navigatelo facendo attenzione alle stesse cose scritte sopra per la navigazione da PC o tablet.

3. Fate una ricerca su Google
Inserite in un motore di ricerca il nome dell’agenzia o del sito internet della stessa. A volte si hanno delle sorprese, non sempre piacevoli: Google potrebbe suggerirvi nomi simili e non quello che avete scritto (anche questo è un caso concreto che mi è capitato proprio mentre cercavo di testare la web reputation di alcuni presunti esperti web. Osservate come Google ha indicizzato il sito e capirete molto della reale competenza di coloro a cui intendete affidare il biglietto da visita della vostra attività.

4. Osservate le pagine dell’agenzia sui principali social network
Ricordate che i like si possono comprare, dunque non affidate il vostro giudizio sul loro numero, ma su quello che offrono attraverso i social ai loro followers.

5. La prova del nove
Quando li incontrerete per testarne la competenza e l’onestà, provate a chiedere loro se è necessario investire su tutti i social network o meno. Indubbiamente non esiste una risposta univoca per tutte le attività, ma nella stragrande maggioranza dei casi la risposta giusta è che non è necessario: ne basta anche solo uno ma che sia fatto bene e, successivamente, tenuto aggiornato.

6. Non esiste solo WordPress
Se vi propongono solo ed esclusivamente un sito fatto con WordPress, normalmente con la giustificazione che Google lo indicizza meglio, vuol dire che non hanno le competenze per fare un sito serio. Sappiate che in generale WordPress è nato per i blog e per questi è l’ideale. Ma se volete un sito diverso da quello dei vostri competitor, che certamente richiede più tempo per essere sviluppato e dunque anche un costo maggiore, non è decisamente la scelta giusta. E sappiate anche che l’esempio di cui parlo al precedente punto 3 è un sito fatto con WordPress, e questo dimostra che l’unico interesse di Google è quello di fornire risultati coerenti con la ricerca fatta, e non di indicizzare meglio i siti di una determinata piattaforma, che non è neanche di proprietà di Google.

7. Coerenza di linguaggio
Ricordate che il mondo online non deve essere separato da quello offline, ma lo deve completare, trasmettendo gli stessi messaggi e gli stessi valori dell’azienda. Insomma deve esserci sempre coerenza tra le varie forme di comunicazione.

Chiudo questo snack con una frase in cui credo fermamente: se pensi sia costoso assumere un professionista, aspetta di vedere quanto ti costa assumere un dilettante!

I.